Il mio Sanremo

“…Vedrai che riusciremo a dare ancora un nome

A tutte le paure che ci fan tremare

E troveremo il modo per dimenticare

La noia, l’abitudine, la delusione

Vedrai che i desideri si riaccenderanno

Ricostruiremo il luogo in cui poi vivranno

Perché noi siamo l’unica benedizione

L’unica tragedia, l’unica ambizione

Se siamo ancora qui

Ad ignorare le difficoltà

Impareremo anche a comprendere.

Che esiste un buon motivo per insistere…”

Samuel

In questi giorni tornano alla mente tanti ricordi belli e brutti..

Il compleanno di Marco Valerio si sta avvicinando sempre di più e io lo sto sentendo tantissimo. 

A volte mi scendono le lacrime così dal nulla e ne sono consapevole di avere ancora qualche
problema. Non sto lasciando andare i pensieri e le emozioni che sono contrastanti tra loro. 

Guardò Sanremo fin da piccola e ogni anno, nonostante le critiche, lo guardo…..

Lo scorso anno lo guardavo dalla residenza del Gemelli e attendevo l’arrivo del mio piccolo grande eroe.

Gli ultimi mesi della mia gravidanza era un continuo andare e tornare dall’ospedale, fino al giorno che ci sono andata e non sono più tornata a casa.

Avrei fatto di tutto per portare avanti la gravidanza e per arrivare almeno a 36-37 settimane ma non ci sono riuscita. Ci siamo fermati a 34 settimane.

Mi sono sentita in colpa per questo…oggi un po’ meno!

Durante il giorno stavo con mia madre, il pomeriggio per mezz’ora massimo un’ora mi veniva a trovare mio padre che mi portava Mariavittoria e poi loro andavano via e io rimanevo con Andrea e guardavamo Sanremo.

Mi ricordo ancora le urla e i pianti di Mariavittoria che  erano vere pugnalate al cuore ma non avevamo alternative perché doveva tornare a casa con i miei genitori.

Quindi in questi giorni riguardo Sanremo con Marco Valerio vicino..e mi sento come una medaglia.

Una parte della medaglia è felicissima ma l’altra ha una faccia malinconica.

Il parto di Marco Valerio per me rimane ancora un grande grosso tabù ma il suo arrivo era accompagnato dalla musica e ancora oggi la musica ci accompagna nella nostra quotidianità…

Mi manca la mano di Andrea sulla pancia mentre Marco Valerio scalciava.

Vorrei   poter vivere quell’istante in serenità che invece non abbiamo mai avuto perché la paura e la tensione erano troppe…

 

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