Ora c’è un’app Android e iOS gratuita per questo (come c’è un’app per tutto, tanto per riecheggiare un vecchio spot Apple). Si chiama Spotter, l’hanno lanciata quattro startupper italiani (Jader e Jona Manno, Alessio Mazzotta e Alberto Stecconi) e in buona sostanza è uno scambio di posti in cui si paga e si guadagnano crediti, chiamati sPoints. Se mi lasci il posto ne guadagni, se lo prendo subentrando a un veicolo che è in partenza li spendo, anche se prima devo convertirli in seSterzi. Alla fine con quegli sPoints posso riscattarci buoni Amazon, gift card di altro genere o buoni benzina. O appunto posso comprarci seSterzi, utili a richiedere informazioni sui parcheggi.

Vincoli orari, dimensioni minime e altri fattori: la ricerca del parcheggio può essere effettuata impostando vari filtri e ogni utente disporrà ovviamente di un certo rating. SI tratta di un voto in stellette che gli consentirà di accedere a promozioni esclusive e altri vantaggi. Ovviamente se sarà elevato. Al contrario, se quel rating dovesse scivolare troppo in basso, si rischia di essere cacciati dall’applicazione. Il voto dipende da molti elementi. Fra questi, per esempio, la necessità di farsi sempre riconoscere al momento di lasciare il posto.

Meno circolazione per cercare il posto – che secondo l’Istat è la seconda preoccupazione degli italiani in fatto di mobilità – significa anche meno consumi e meno inquinamento. Secondo Spotter – che prende in modo geniale il nome da chi, nelle gare di corsa, è ai box e parla con i piloti in pista aggiornandoli su condizioni meteo, motore e altro di interesse per la competizione – chi usa l’app può ridurli del 20%. A Milano, un quinto del tempo del proprio tragitto è sacrificato nella drammatica ricerca.

Ma come funziona questa elementare ma geniale formula di social parking? Ogni utente può pubblicare o cercare un posteggio, tutto viene aggiornato in tempo reale. Si possono cercare posti in una specifica fascia oraria, per zone o come detto per dimensioni. Già pronto il lancio su Roma e poi, con ogni probabilità, all’estero. Speriamo che funzioni.

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